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SEMINARIO CINO-TEATRALE 

 

Ci troviamo da tempi indefiniti a lavorare con gli animali, essi fanno parte della nostra vita e della nostra quotidianità, abituati da sempre a collaborare con noi si sono specializzati nel capirci e nell’interpretare le nostre espressioni del volto, i nostri movimenti, il modo in cui ci poniamo nei loro confronti e questo per loro non è un lavoro facile.

Il teatro ci ha dato gli strumenti per riuscire a comunicare in maniera efficace ed empatica.
La prima domanda che un attore si pone è “Come diventare il personaggio?” Come posso trasformarmi con l’intento di avvicinarmi quanto piu’ possibile alla vera natura del personaggio pur rimanendo credibile? Come posso prenderne la forma senza perdere la mia natura, senza dover fingere di essere qualcosa che non sono? Come faccio a caratterizzare il mio personaggio?
La caratterizzazione è la somma di tutte le qualità osservabili in un essere umano, tutto ciò che è conoscibile attraverso un attento esame: età e quoziente intellettivo, sesso e sensualità grado di istruzione e lavoro, modo di parlare e gestualità, personalità e nevrosi, valori e atteggiamenti; tutti gli aspetti umani che potremmo giungere a conoscere prendendo quotidianamente appunti su qualcuno. La totalità di questi tratti rende ogni persona (e quindi ogni personaggio) unica nel suo genere in quanto ognuno di noi è un insieme specifico di dati genetici ed esperienza accumulata.
Questo originale assemblaggio di tratti è la caratterizzazione.
Uno degli approcci più utili e funzionali , che da tempo viene usato dai grandi attori , è il lavoro sull’animale. Esempi di caratterizzazioni che ci hanno lasciato a bocca aperta davanti allo schermo ne sono una prova inconfutabile , come Marlon Brando ne ”Il padrino” , Heath Ledger ne ”Il cavaliere oscuro” Daniel Day- Lewis ne ”Il petroliere” o Anthony Hopkins ne ”Il silenzio degli innocenti”.
Questo tipo di lavoro può diventare estremamente utile, se non indispensabile, in campo cinofilo. Infatti, anche secondo  gli ultimi studi in ambito cognitivo zooantropologico, nella tecnica chiamata “ricalco e guida” si sottolinea l’importanza di saper muovere il corpo in maniera armonica imitando la cinestetica, la prossemica e le espressioni del cane, cioè  imparando a usare il proprio corpo come uno strumento di lavoro.

Attraverso questo seminario cercheremo di capire fino a che punto possiamo spingerci (oltre noi stessi) per arrivare ad essere quello che realmente e’ il personaggio (In questo caso il CANE).
Impareremo a reagire istintivamente in un modo che non ci appartiene, partendo dallo studio attento di un animale che, in modo del tutto personale ed implicito, lavorerà dentro di noi fino a trasformarci in modo fisico, psicologico e attitudinale.
Lavoreremo concentrandoci molto sull’ improvvisazione, sulla memoria sensoriale utile per conoscere le nostre emozioni, importanti per capirci in profondità e a capire i moti fisici che vengono da queste.

 

 

SVOLGIMENTO

Il workshop sarà di 8 ore al giorno per 2 giorni consecutivi.
Le giornate saranno così strutturate:
Primo Giorno
I fase: esercizi di rilassamento e sensoriali (esercizi che rafforzano l’immaginazione)
II fase: Esercizi sull’osservazione
Secondo Giorno
III fase: Lavoro sulla Cinestetica (Movimento nello spazio)
IV fase: Improvvisazione
Per iscrizioni e info: marcella@6zampe.org 3406856717

 

Il primo passo del workshop sarà il lavoro svolto a casa e si tratta di osservare il proprio cane, o un cane scelto. Più conosciamo l’animale più avremo la possibilità di andare a fondo nel lavoro.
In generale si consigliano minimo 4 sedute di osservazione, ognuno di un ora
State attenti ad ogni dettaglio, lasciatelo pure alle sue abitudini. Osservate dall’esterno:
l’ animale pensa, agisce, reagisce.
Questo primo passo sarà decisivo per il risultato finale. Una conoscenza vaga o superficiale non può portare ad un lavoro eccellente per ovvie ragioni. Consideratela come un’intervista ad una personalità importante che avreste sempre voluto  conoscere. Dovreste arrivare ad un punto che, se quell’esemplare fosse in mezzo ad altri 100 della sua specie, della stessa taglia e dello stesso colore, voi non potreste confonderlo con un altro; come con una persona che conoscete bene: voi non potete confonderla con un’altra.

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