Il Capobranco sei tu…o forse no?

E’ un po’ che non scrivo e oggi mi sembra giunto il momento per un nuovo post.

L’argomento è di quelli che fanno discutere, IL CAPOBRANCO  ed io voglio semplicemente condividere le mie idee e le mie opinioni, senza nessuna pretesa di dare verità assolute.

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Ho partecipato ad un corso di 2 giorni dove si è parlato di Dominanza Vs  Accreditamento, Capobranco Vs Guida,   Comandare Vs Collaborare ed ho avuto la fortuna di partecipare un mese fa, ad un seminario di Minunno, dove mostrava i risultati dei suoi studi sui cani ferali e la struttura del loro branco (o famiglia?). Queste esperienze mi hanno permesso di confermare e validare le idee che mi ero fatto da varie letture e dall’osservazione dei miei cani.

Innazitutto la teoria del Capobranco e del Cane Alpha, che impone regole e decisioni con la forza nasce da studi effettuati su lupi in cattività, presi e messi forzatamente in un branco che di naturale non ha nulla.

Già gli studi sui branchi di lupi in libertà evidenziano una struttura più simile a quella di una famiglia. Ma la cosa principale da dire è che i nostri cani non sono lupi…Sono un’altra specie! E’ come se per studiare metodi di educazione sui bambini andassimo ad osservar gli scimpanzé…non penso che scopriremmo metodi molto utili sui nostri bambini.

A proposito di cani invece, Michele Minunno, durante il suo seminario, ha mostrato come sono strutturati i branchi di quelli selvatici in libertà, o almeno di quelli che lui osserva in Puglia, dove svolge la sua attività di ricercatore. E’ sbalorditivo quanto il loro branco sia simile alla nostra famiglia. Esiste infatti una coppia che “guida” e gestisce il branco, un po’ come fossero genitori, e sono gli unici che possono avere figli. Non hanno la necessità di lottare con gli altri per imporre il loro status con la forza,  perché sono già accreditati come guide dal resto del cani.  Infatti  fanno parte del branco anche altri cani, spesso con legami di sangue verso la coppia, ed ognuno di essi ha un compito ben preciso: la ricerca del cibo, l’accudimento dei cuccioli, la sorveglianza del gruppo, l’esplorazione, etc etc. I cuccioli vengono cresciuti dalla coppia, con l’aiuto di zie e parenti e una volta adulti scelgono se rimanere nel gruppo o andarsene per formarne uno nuovo…non vi ricorda qualcosa di molto simile a quello che succede nelle nostre famiglie umane?

Il branco cerca di evitare le liti il più possibile. Immaginatevi quanta energia si dovrebbe sprecare per lottare tutti i giorni per poter definire il proprio status di dominante. Pensate a quante ferite e conseguentemente morti potrebbero accadere. Un branco non può permettersi questo spreco di energie e risorse!

Se vi capita andate e partecipate a un seminario di Michele Minunno…vi aprirà davvero gli occhi.

Detto questo capite bene che in natura è accreditato come Cane Leader o Guida, chi è più bravo degli altri a prendersi cura del gruppo, ad accudirlo, a guidarlo nelle esperienze e a farlo stare bene.

Non chi lotta ogni giorno e si impone con la forza. Noi dobbiamo imitarli. Nessuno dei nostri cani vorrebbe prendersi il compito di andare a fare la spesa al posto nostro, di prepararci il pranzo, di lavare copertine e cucce e di portarci a spasso….perciò penso di poter dormire sonni tranquilli e non preoccuparmi che Bolla si svegli di notte e mi aggredisca per diventare un capobranco! Anche se non passo sempre io prima dalle porte…anche se lei dorme nel letto con me…anche se spesso sgranocchiamo grissini insieme …anche se non mi metto mai ad urlare e a strattonarla col collare a strozzo!

Oltre a questo penso  che tutta la teoria del dover essere capobranco e perciò dover dominare il proprio cane, sia un modo come un altro di sentirsi “forti e virili”, una necessità, soprattutto di alcuni uomini, di dimostrare di essere “mascolini”. Mi è capitato di confrontarmi con persone su questa teoria e vedevo i loro occhi brillare e il loro petto gonfiarsi, quando mi raccontavano che il loro cane si mette a pancia in su non appena loro alzano la voce, o che ubbidisce immediatamente ogni volta che lo chiamano perché quando non lo fa gli tirano un bel calcione. Queste cose mi fanno rabbrividire! Eppure li rende più orgogliosi dire “il mio cane mi teme e torna sempre al richiamo perché io sono il capobranco e se non lo fa sono calci”, piuttosto che “Il mio cane torna sempre al richiamo perché col tempo abbiamo instaurato una relazione  profonda e mi ha scelto come sua guida, perciò ai suoi occhi sono più interessante io di quello che sta facendo in quel momento e decide sempre di tornare da me”

Ci sarebbe ancora molto da dire, ma non voglio tediarvi. Penso che abbiate capito quel’è la mia opinione…e spero di aver influenzato al vostra…

    3 thoughts on “Il Capobranco sei tu…o forse no?

    1. Penso che il cane sia in grado di provare un amore incondizionato e solo chi rispetta e comprende questo elevato sentimento, può instaurare un rapporto alla pari con il suo fedele amico per la vita a quattro zampe, anche se ne ha solo due!!!
      Luciana

    2. Ciao, ci conosciamo da poco ma devo dire che abbraccio la teoria sviluppata dai diversi studiosi ma un domanda mi nasce spontanea. Come posso competere con una cagnetta in calore o con un gatto dispettoso ? Significa che non ho una buona relazione con il mio cane se lui, infischiandosene del mio richiamo corre dietro alla sua fidanzata? Grazie
      Sara

      • Ciao Sara. Sicuramente ci sono distrazioni più importanti di altre e quella della cagnetta in calore è molto importante. Si deve cominciare a lavorare sul richiamo in situazioni prive di distrazioni, per poi complicare e variare l’ambiente e inserire sempre più difficoltà, così da rendere il richiamo sempre più sicuro. Alla fine il cane tornerà anche in situazioni molto complesse e con distrazioni molto difficili. Nel frattempo bisogna però continuare a migliorare anche la relazione , così da apparire sempre più “interessanti” ed essere sempre più accreditati agli occhi dei nostri amici pelosi.Luca

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